MEDITAZIONE – LABORATORIO ESISTENZIALE
Come dico sempre, non si può “insegnare” a meditare, poiché l’atto di meditare è connaturato all’essere umano. Il termine più corretto è “ricordare” ciò che abbiamo disimparato, cioè ritrovare una familiarità con uno stare con noi stessi intimo, profondo, autentico. Non a caso i tibetani per riferirsi a tale pratica utilizzano la parola “sgom”, che tradotto significa appunto “familiarizzare”.
Nei gruppi di meditazione che conduco propongo l’esperienza meditativa attraverso pratiche mutuate dalla tradizione indiana, taoista e buddista, per permettere a ciascuno di riconoscere la modalità più in risonanza con sé stesso per volgersi alla propria interiorità.
Oltre alla pratica durante gli incontri condivido anche gli aspetti teorici di queste antiche tradizioni spirituali e creo occasioni di confronto e scambio su tematiche esistenziali con i partecipanti.
Ciò che amo offrire in tali momenti è uno spazio di ascolto di sé libero dal giudizio e dall’aspettativa, propria o altrui, dando ai partecipanti l’opportunità di fare un’esperienza di sé nuova e profonda che prosegua anche nel loro quotidiano.
Per tale ragione i gruppi vengono fatti o totalmente in presenza o unicamente on line per garantire una omogeneità e maggiore qualità di esperienza.
Se sei interessato contattami per sapere se ci sono corsi in partenza o seguimi sui social dove trovi informazioni aggiornate su tutte le iniziative in corso.
